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CCP — Punto critico di controllo

Aggiornato al 2026-07-12 · Revisione: Redazione ce85204 — revisione editoriale assistita da AI (2026-07-12)

Un CCP (punto critico di controllo) è una fase in cui il controllo è essenziale per prevenire o ridurre un pericolo alimentare a livello accettabile. È il secondo principio HACCP dell'art. 5, par. 2 del Reg. (CE) 852/2004. Esempi tipici: la cottura e la refrigerazione.

In sintesi

Commento

Definizione

Il regolamento non usa la sigla "CCP" ma ne fornisce la sostanza: i punti critici di controllo sono "la fase o le fasi in cui il controllo stesso si rivela essenziale per prevenire o eliminare un rischio o per ridurlo a livelli accettabili" art. 5, par. 2, Reg. (CE) n. 852/2004. Due elementi qualificano un CCP: il controllo deve essere possibile in quella fase (esiste una misura che agisce sul pericolo) ed essenziale (nessuna fase successiva lo elimina). Un CCP si riconosce perché ammette un limite critico misurabile — tipicamente una combinazione tempo/temperatura — una sorveglianza continua o programmata, e azioni correttive che riportano il processo sotto controllo.

Esempi concreti

Cottura. In una preparazione a base di carne o pollame la cottura è un CCP: il pericolo è la sopravvivenza di patogeni (es. Salmonella), il limite critico è il raggiungimento di una temperatura a cuore per un tempo definito, la sorveglianza è la misura con sonda, l'azione correttiva è il prolungamento della cottura. È un CCP perché nessuna fase successiva del processo elimina il pericolo se la cottura è insufficiente.

Refrigerazione. Per gli alimenti deperibili la conservazione a temperatura controllata è spesso un CCP: il pericolo è la moltiplicazione microbica, il limite critico è la temperatura massima ammessa lungo la catena del freddo, la sorveglianza è la registrazione delle temperature, l'azione correttiva riguarda i prodotti esposti a temperature non conformi. I requisiti di temperatura discendono dalle disposizioni sui prodotti alimentari dell'allegato II all. II, cap. IX, punto 5, Reg. (CE) n. 852/2004.

Differenza tra CCP, PRP e OPRP

La distinzione è centrale e spesso confusa nella pratica.

ElementoPRPOPRPCCP
Funzionecondizioni igieniche di basecontrollo mirato di un pericolo significativocontrollo essenziale di un pericolo significativo
Limite critico misurabilenonon necessariamentesì, sempre
Sorveglianzagenerale/programmatapianificatacontinua o sistematica
Esempiopulizia, pest controllavaggio validato di ortaggicottura, pastorizzazione

I prerequisiti (PRP) sono le condizioni ambientali e operative che rendono possibile la produzione igienica; l'OPRP — categoria della norma ISO 22000 — occupa una posizione intermedia, presidiando un pericolo significativo con una misura che però non ammette un limite critico numerico e sorveglianza nel senso pieno del CCP. Il CCP è il presidio più stringente: senza di esso il pericolo non sarebbe controllato. Confondere i tre livelli porta a due errori opposti — moltiplicare i CCP fino a renderli ingestibili, oppure declassare a semplice prassi un punto che richiede un controllo essenziale. La scelta va motivata nell'analisi dei pericoli, primo dei principi HACCP art. 5, par. 2, Reg. (CE) n. 852/2004.

Errori frequenti

Domande frequenti

Cos'è un CCP?

Un CCP (punto critico di controllo) è una fase del processo in cui il controllo è essenziale per prevenire, eliminare o ridurre a un livello accettabile un pericolo per la sicurezza alimentare art. 5, par. 2, Reg. (CE) n. 852/2004. È il secondo dei sette principi HACCP.

La cottura è un CCP?

Nelle preparazioni in cui il pericolo è la sopravvivenza di patogeni, sì: la cottura è un CCP perché nessuna fase successiva elimina il pericolo se la temperatura a cuore non viene raggiunta. Il limite critico è la combinazione tempo/temperatura, sorvegliata con sonda.

Qual è la differenza tra CCP e PRP?

Il PRP è una condizione igienica di base (pulizia, manutenzione, pest control) che non ha un limite critico misurabile riferito a uno specifico pericolo. Il CCP presidia un pericolo significativo con un limite critico misurabile, sorveglianza e azioni correttive art. 5, par. 2, Reg. (CE) n. 852/2004.

Che differenza c'è tra CCP e OPRP?

L'OPRP — categoria della norma ISO 22000 — è intermedio: controlla un pericolo significativo ma senza il limite critico numerico e la sorveglianza sistematica tipici del CCP. Il CCP è il livello di controllo più stringente.

Come si individuano i CCP?

Attraverso l'analisi dei pericoli e, tipicamente, l'albero delle decisioni: una sequenza di domande che, applicata a ciascuna fase, indica se essa costituisce un punto critico di controllo. È il secondo principio HACCP art. 5, par. 2, Reg. (CE) n. 852/2004.

Quanti CCP deve avere un piano HACCP?

Non esiste un numero prestabilito. In molte attività di somministrazione i CCP sono pochi o assenti, e le buone prassi igieniche presidiano i pericoli. Un numero elevato di CCP è spesso indice di analisi dei pericoli mal impostata.

Fonti

Redazione e revisione

Redazione ce85204. Bozza generata con AI da fonti primarie; revisione editoriale assistita da AI (vedi metodologia).